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I cianobatteri in un acquario marino

Introduzione

I (Cyanobacteria Stanier ex Cavalier-Smith, 2002) sono organismi unicellulari procarioti, fotoautotrofi, e costituiscono uno dei 23 phyla del regno dei Bacteria.

Impropriamente definiti alghe in realtà i cianobatteri sono dei batteri fotosintetici e in particolare organismi unicellulari classificati fotoautotrofi proprio perché riescono a sintetizzare le sostanze organiche partendo dalla fotosintesi, che per svolgersi necessita di luce e anidrite carbonica.

Ecologicamente molto versatili, sono diffusi in ambienti marini, d’acqua dolce e terrestri a temperature estremamente variabili (da pochi gradi fino a oltre 70°C). La datazione di resti fossilizzati (stromatoliti) indica che i primi cianobatteri sono apparsi sulla Terra almeno 3,5 miliardi di anni fa. Possono assumere varie colorazioni (verdi, azzurri, rossi, bruni, neri) in funzione dei pigmenti fotosintetici in essi presenti.

In acquario si manifestano prevalentemente sotto forma di una melma rossa che ricopre rocce e fondali e, a differenza delle diatomee, tendenzialmente non ricoprono i vetri.

Sulla superficie della massa melmosa è possibile osservare delle bollicine d’aria, poiché l’ossigeno è il risultato dei loro processi metabolici.

Riconoscere i cianobatteri

I cianobatteri si riconoscono facilmente perché tendono a formare ammassi più o meno densi e viscidi al tatto, di molti colori.

Non è raro per un acquariofilo alle prime armi confonderli con i dinoflagellati (puoi approfondire l’argomento leggendo la mia esperienza), accomunati dal fatto che entrambi producono ossigeno, formando bolle facilmente rilevabili sulla loro superficie, e reagiscono alla radiazione luminosa, comparendo con la luce e sparendo con il buio.

Cianobatteri
Cianobatteri

Se lo sviluppo dei ciano si limitasse alla e alle rocce, la vasca non risentirebbe particolarmente della loro presenza, al contrario se la loro crescita si estendesse ai coralli, causerebbe la necrosi dei tessuti e la rapida morte di intere colonie.

Le cause

Se hai da poco allestito un acquario, devi sapere che i cianobatteri possono rappresentare una fase normale della maturazione. In tal caso è bene essere pazienti e attendere il raggiungimento di un equilibrio in vasca, prima di procedere con l’introduzione di pesci e coralli.

In un sistema maturo, tuttavia, le cause della loro proliferazione vanno principalmente ricercate nell’eccesso di composti organici disciolti in acqua, e più particolarmente nei composti azotati che vengono fissati attraverso la trasformazione in ione ammonio (da N2 in NH4+).

Compaiono anche in acquari nei quali nitrati e fosfati non sono misurabili nell’acqua, e un abbassamento del potenziale Redox può essere un indicatore da cui partire.

I cianobatteri possono dunque essere molto difficili da sopprimere proprio perché traggono profitto dall’azoto dissolto in acqua.

Se asportati meccanicamente sarà possibile individuare in corrispondenza della superficie inferiore della massa piccole particelle di sedimento, che costituiscono gli elementi dai quali traggono le sostanze nutritive.

Spesso le masse di cianobatteri si formano solo in taluni punti della vasca, e questo può essere dovuto al fatto che in quelle zone ristagnano maggiormente le sostanze organiche di cui hanno bisogno per vivere e svilupparsi.

Patina di cianobatteri
Patina di cianobatteri

I rimedi

Rispetto alla mia esperienza debellare i cianobatteri è un compito abbastanza complicato, e spesso la loro comparsa è dovuta a disequilibri, anche temporanei, che hanno determinato un aumento delle sostanze azotate in acqua (la morte di un pesce o di un corallo ad esempio). Occorre considerare che la loro presenza in acquario è costante in uno stato che potremo definire “latente”, che può sfociare in formazioni massicce al verificarsi di particolari condizioni.

Ritengo doveroso sottolineare che qualsiasi soluzione adottata potrebbe rivelarsi risolutiva, così come completamente inefficace. Molto dipende infatti dalla gestione della vasca e i consigli qui di seguito elencati potrebbero non sortire effetti.

Ad ogni modo:

  • In presenza di grandi formazioni di cianobatteri è bene partire per gradi, cercando di non farsi sopraffare dallo sconforto, iniziando con la loro asportazione (tramite aspirazione e avendo cura di non frammentare le masse che potrebbero diffondersi ulteriormente).
  • Qualora si utilizzino integratori, oligo-elementi e additivi è consigliabile sospendere il dosaggio fino alla loro completa scomparsa. Ritengo consigliabile l’impiego di resine antifosfati con lo scopo di limitare il carico organico.
  • E’ opportuno sifonare e ripulire le rocce periodicamente per evitare accumuli di sedimento.
  • Importante è l’utilizzo di uno schiumatoio ben dimensionato ed efficiente.
  • Fondamentale è mantenere alta l’ossigenazione in vasca e conseguentemente un redox vicino ad un valore di 400.
  • Contrastare l’innalzamento delle temperature in vasca può aiutare l’acquariofilo nella lotta ai cianobatteri. 22 -23°C in un acquario marino sono più che sufficienti, inoltre l’ossigeno disciolto sarà presente in quantità maggiori. Purtroppo in estate le temperature in acquario possono salire fino a 30°C e questa è una condizione favorevole allo sviluppo dei cianobatteri.
  • Si consiglia di limitare o eliminare la somministrazione di aminoacidi.
  • Attenzione ai cambi d’acqua, che potenzialmente potrebbero peggiorare il problema per una ragione legata alla composizione dei sali che utilizziamo. Se l’acqua naturale di mare contiene 0,2 microMole/Kg di NH4, un’acqua costituita con sali di sintesi, conterrà fra 0,7 e 11,9 microMole/Kg di NH4. Quindi con un cambio di acqua, esiste la possibilità di nutrire i cianobatteri.
  • I cianobatteri prediligono una luce di intensità medio-bassa e nella lunghezza d’onda del rosso. Potrebbe essere utile intervenire sulla tua plafoniera aumentando lo spettro del blu e del verde, diminuendo le lunghezze d’onda del rosso.
  • Sono rari gli animali che possono disturbare o addirittura cibarsi di questi batteri. Secondo quanto riportato da taluni acquariofili la Lactoria Cornuta e l’Amblygobius phalaena potrebbero coadiuvare la lotta ai cianobatteri e alle alghe filamentose. Personalmente non ho mai sperimentato l’allevamento di questi splendidi animali.
  • Un prodotto chimico che ho avuto modo di utilizzare con profitto nella lotta ai cianobatteri è il , relativamente al quale ti invito a leggere il mio articolo di approfondimento cliccando qui.
Chemiclean
Chemiclean per il trattamento dei cianobatteri in acqua dolce e salata.

Cosa ne limita la crescita:

Cosa ne favorisce lo sviluppo:

Gli antibiotici La presenza di organismi in decomposizione o marcescenti, sedimenti, nutrienti organici
Lo schiumatoio Acquari molto popolati
Il Gli zuccheri, tra cui il gluconato presente in molti additivi
Vasche equilibrate e popolate da una varietà di alghe e animali Additivi chelati con EDTA
Vasche mature Gli aminoacidi
Rocce vive pulite e ben spurgate provenienti da vasche ben avviate L’eccesso di oligoelementi
Un movimento dell’acqua forte Basso movimento dell’acqua
Il buio Luce intensa a basse temperature di colore con prevalenza di giallo e rosso
Un poteniale redox elevato e in genere gli ambienti molto ossidanti Eccesso di nitrati e i fosfati
Le luci attiniche, con emissione intorno ai 420 nm Acqua con densità bassa (1.015-1.022)
I raggi UV
La competizione di alghe a crescita rapida (Caulerpa, filamentose, diatomee)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Luca Langiu

Ho conseguito una laurea in Scienze Politiche, ma ho intrapreso la carriera di imprenditore. Le mie più grandi passioni sono l'acquariofilia, la tecnologia e la musica. Adoro scoprire le meraviglie dei reef e vivo in Sardegna, un paradiso dal quale non potrei mai separarmi. Il mio desiderio è sempre stato quello di curare un blog sull'acquariofilia marina, perché ritengo che la condivisione di conoscenze e informazioni sia la base della nostra passione. Forte della mia conoscenza tecnica e pratica, unita agli studi e agli approfondimenti teorici, ho deciso di guidare il lettore in un’esperienza formativa alternativa, autentica e personale, che getta le basi sul crono-racconto della mia quotidianità “acquariofila”. La sensibilizzazione del lettore a tematiche relative alla tutela dell’ambiente marino-costiero, alle fonti di inquinamento marino, alla sostenibilità ambientale, al capitale naturale e al rispetto per gli animali, è stuzzicata e sollecitata costantemente in ogni mia trattazione.

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