Guide

La scelta del sale marino

Guida per la scelta del miglior sale per acquari marini di barriera

Ogni acquario di barriera corallina è assolutamente unico, e il microcosmo in esso contenuto non può essere amministrato con linee guida e raccomandazioni generiche. Ovviamente i principi fondamentali dell’acquariofilia marina sono universali, ma ogni vasca è un mondo a se.

In funzione di questo, spesso mi ritrovo a discutere con gli amici acquariofili di un argomento abbastanza controverso nel nostro settore: il sale.

Se il confronto basato su esperienze dirette risulta indubbiamente utile, le opinioni sui prodotti, presentate come fatti universali, sono a mio avviso pericolose e fuorvianti.

Ma perché?

A mio avviso la risposta è semplice, e vede nella scelta del “miglior prodotto” un’analisi basata non su un marchio, ma sul fabbisogno di ogni acquario.

Anche se potrebbe non sembrare una rivelazione sorprendente, tale affermazione è vera per la quasi totalità dei componenti di un acquario, e quando ogni acquariofilo comprenderà che i consigli personalizzati garantiscono risultati più soddisfacenti rispetto a suggerimenti generici, il mantenimento dell’equilibrio in vasca non sarà complicato da perseguire.

Tuttavia occorre considerare l’esistenza di importanti differenze tra produttori, e il primo passo per scegliere la miglior miscela di sale passa inevitabilmente anche per la reputazione del marchio e per la qualità del prodotto.

Il sale di barriera non è solo sale!

Acquistando del sale da cucina, molto probabilmente, non si farà caso al marchio. Dopotutto, la maggior parte dei prodotti in commercio garantisce il medesimo risultato. Quindi, cosa c’è di così speciale nel sale ad uso acquariofilo tanto da giustificare un’intera guida?

La riposta è semplice e racchiusa in poche semplici parole: la stabilità dell’acqua.

Il sale marino
Il sale marino

Fondamentalmente un sale di bassa qualità ha un impatto negativo sull’equilibrio dei parametri dell’acqua.

Per comprendere perché la reputazione del marchio e la qualità del sale sono importanti, ritengo necessario aprire una breve parentesi sui composti che vengono utilizzati nelle miscele standard ad uso acquariofilo.

Gli ingredienti

Il sale marino per acquari di barriera non è semplice cloruro di sodio.

Benché il nome richiami alla mente un prodotto generico, i sali per acquari di barriera forniscono dozzine di minerali e oligo-elementi. Nella scelta del miglior prodotto occorre dare risposte alle seguenti domande:

  • Dove è stato raccolto il sale?
  • Come vengono preparati ed emulsionati i principali elementi (calcio, magnesio, carbonato)? O meglio, qual è il rapporto tra questi tre elementi?
  • Il prodotto è personalizzato per soddisfare i parametri di alcalinità della vasca?

Queste sono solo alcune delle conoscenze base necessarie alla scelta del prodotto e della miscela salina perfetta.

Gli elementi principali contenuti nel sale

  • Calcio – Essenzialmente, il calcio è la base del corallo. Attraverso un processo noto come biomineralizzazione, gli scheletri di corallo vengono creati attraverso un fenomeno naturale oggetto di numerose ricerche, ma ancora misterioso. Si ritiene che la comunicazione ionica tra i coralli e i componenti dell’acqua di mare sostenga la crescita scheletrica. Mantenere l’equilibrio della concentrazione di calcio è fondamentale per il successo di acquari appena avviati, così come per vasche ormai affermate.
  • Alcalinità – Più strettamente correlata all’acidità dell’acqua o ai livelli di pH, l’alcalinità si riferisce a diversi parametri. Innanzitutto, la misurazione dell’alcalinità offre una panoramica del bicarbonato disponibile. Questo può aiutare a capire se i coralli hanno abbastanza carburante per creare i loro scheletri calcarei. In secondo luogo, l’alcalinità funge da tampone del pH. Mantenere un livello di alcalinità specifico riduce i rischi di fluttuazione nei livelli di pH. In terzo luogo, l’alcalinità è un parametro importante per mantenere gli acroporidi, che “si nutrono” di alcalinità per crescere.
  • Magnesio – Escludendo il cloruro di sodio, gli ioni magnesio sono l’elemento più concentrato nell’acqua di mare naturale. Mi piace pensare al magnesio come un elemento indispensabile per il bilanciamento dei parametri dell’acqua che per le attività biologiche. In sostanza, questo composto è necessario per garantire l’alcalinità, il calcio e una miriade di altre interazioni biochimiche.

Consigli generali

Come regola generale, indipendentemente dalla marca scelta, è fondamentale utilizzare un mix che si dissolva facilmente e completamente in acqua. Utilizzare un prodotto scadente, che forma grumi o non si scioglie completamente in acqua è indubbiamente un pessimo inizio.

Inoltre occorre sempre ricordare la regola più importante: scegliere un marchio e attenersi ad esso. La stabilità costituisce la pietra angolare della barriera corallina. Il costante cambiamento dei marchi è estremamente deleterio per il raggiungimento di un equilibrio dell’acqua.

Misurino graduato contenuto all'interno del secchio di sale Aquaforest
Misurino graduato contenuto all’interno del secchio di sale Aquaforest

Per una corretta miscelazione è opportuno seguire questi semplici accorgimenti:

  • Temperatura ideale dell’acqua – Molti credono che l’acqua calda sia la soluzione migliore per sciogliere il sale. L’esperienza dimostra che l’acqua a temperatura ambiente funziona meglio. Se l’acqua è troppo calda, può causare la precipitazione degli elementi salini. Personalmente ho sempre impiegato acqua a temperatura ambiente senza mai rilevare problemi di miscelazione.
  • Miscelazione attraverso una pompa di movimento – L’uso di una pompa di movimento nel recipiente di miscelazione è un vero toccasana. Questo processo assicura che tutte le particelle vengano completamente dissolte e disperse. La mia routine (prima di impiegare un serbatoio da oltre 500 litri adibito esclusivamente alla preparazione e allo stoccaggio dell’acqua salata), prevedeva l’utilizzo di un supporto rigido per miscelare il sale all’interno di un secchio, fino al completo dissolvimento delle particelle più grossolane, e il successivo impiego di una piccola pompa di movimento (per completare la miscelazione fino all’ottenimento di un’acqua cristallina e perfettamente incolore).
  • Dimensioni del contenitore – Il secchio di miscelazione deve avere dimensioni appropriate e proporzionate al volume della vasca.
  • Materiale del contenitore – Preparare una miscela perfetta significa utilizzare un contenitore che non rilasci composti tossici in acqua. E’ pertanto consigliabile l’utilizzo esclusivo di contenitori in polietilene ad alta densità (HDPE).
  • Test dei parametri dell’acqua – La nuova acqua salata deve essere il più possibile simile ai parametri dell’acqua in vasca. Assicurarsi pertanto che la salinità, la temperatura e altri parametri importanti siano pressoché identici. L’aggiunta di acqua con parametri molto diversi può sconvolgere il sistema e stressare i coralli e gli altri abitanti marini. E’ consigliabile utilizzare un rifrattometro preferibilmente digitale.
  • Versamento delicato – Se si utilizza una pompa e un tubo per versare acqua salata appena miscelata nel serbatoio, evitare che il flusso di acqua disturbi i coralli più delicati.
  • Sistema RO / DI – Testare l’acqua d’ prima dell’aggiunta del sale, per assicurarsi che sia stata trattata correttamente. Usando un misuratore TDS assicurarsi che la lettura sia pari a zero (leggi qui un articolo di approfondimento). Per quanto possa sembrare ovvio è fondamentale ricordarsi di versare nel contenitore prima l’acqua e poi il sale.
Imitare l’acqua di mare è in parte scienza e in parte passione

La qualità del sale e le procedure di preparazione dell’acqua, sono le basi su cui è costruito il nostro universo sottomarino domestico. Non c’è da stupirsi che ci siano tante opinioni diverse e monologhi appassionati sull’argomento. Dopotutto, l’essenza stessa dell’acqua salata è… il sale.

Non dimenticare di visitare la nostra pagina Facebook e come sempre,

Buon reefing!

Mostra altro

Luca Langiu

Ho conseguito una laurea in Scienze Politiche, ma ho intrapreso la carriera di imprenditore. Le mie più grandi passioni sono l'acquariofilia, la tecnologia e la musica. Adoro scoprire le meraviglie dei reef e vivo in Sardegna, un paradiso dal quale non potrei mai separarmi. Il mio desiderio è sempre stato quello di curare un blog sull'acquariofilia marina, perché ritengo che la condivisione di conoscenze e informazioni sia la base della nostra passione. Forte della mia conoscenza tecnica e pratica, unita agli studi e agli approfondimenti teorici, ho deciso di guidare il lettore in un’esperienza formativa alternativa, autentica e personale, che getta le basi sul crono-racconto della mia quotidianità “acquariofila”. La sensibilizzazione del lettore a tematiche relative alla tutela dell’ambiente marino-costiero, alle fonti di inquinamento marino, alla sostenibilità ambientale, al capitale naturale e al rispetto per gli animali, è stuzzicata e sollecitata costantemente in ogni mia trattazione.

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button

Close
Close