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Guida all’allevamento degli Zoanthus

Gli sono capaci di regalare un incredibile fascino visivo alle nostre vasche, senza richiedere particolari attenzioni o creare troppe complicazioni all’acquariofilo. La loro singolare resistenza e robustezza li classifica come invertebrati relativamente adattabili a molteplici condizioni, rappresentando la scelta ideale per neofiti ed esperti. Ma cosa sono, e perché sono venerati da così tanti appassionati nel mondo?

Bellissimi colonizzatori dei mari

Nonostante la comune qualificazione, gli zoanthus non sono in realtà coralli. Sono ufficialmente classificati come cnidari e sono indicati dalla comunità scientifica come anemoni coloniali. I singoli polipi di zoanthus sono essenzialmente costituiti da un disco ovale circondato da un anello di tentacoli sulla cima di un gambo. Il disco ha solitamente il diametro di 1 centimetro circa, ma può essere molto più grande in alcune specie.

Talune specie sono solitarie, ma la maggior parte degli esemplari reperibili in commercio hanno abitudini coloniali.

Una delle caratteristiche più interessanti degli è l’incredibile capacità di adattamento ad una varietà enorme di ambienti marini. A differenza di altre specie, infatti, non sono limitati alle sole barriere coralline tropicali, ma sono distribuiti in tutto il mondo a profondità marine molto variabili.

Le colonie sono composte da singoli polipi, che si uniscono per operare come comunità. Nelle giuste condizioni, le colonie di zoanthus crescono e prosperano rapidamente, espandendosi in modo continuo e rapido verso l’esterno, per incrostare qualsiasi substrato adiacente. In acquario arriveranno a crescere fino ai vetri.

Le colorazioni sono molto variabili passando da sfumature marroni o beige fino a variazioni cromatiche molto accattivanti di quasi ogni colore immaginabile.

Sono asessuati, il che significa che si riproducono da se stessi, e i nuovi esemplari non vengono espulsi dal polipo madre, ma rimangono collegati ad esso per tutta la vita.

Tassonomia e identificazione

Imparare a identificare le numerose specie di corallo e altre forme di vita marina è complicato. Gli zoas non sono diversi. Tuttavia ci sono alcune caratteristiche da tenere a mente che possono facilitarne l’identificazione:

  • Gli possono apparire come piccoli anemoni di mare, ma a differenza degli anemoni che vivono solitari, gli zoas tendono a formare colonie come i coralli.
  • Dal momento che non crescono sotto forma di scheletri duri, il tessuto degli zoas è molto coriaceo.
  • In genere, i polipi presentano un corpo cilindrico che assomiglia a un tubo con un disco circolare piatto nella parte superiore.
  • Gli zoanthus esposti a correnti elevate od onde forti, in natura tendono a svilupparsi prevalentemente in ampiezza. Le specie che popolano acque più calme tendono invece a sviluppare corpi più alti con tentacoli più lunghi.

Gli zoanthus sono tossici?

Indubbiamente introdurre un abitante tossico in acquario è l’ultimo desiderio di un acquariofilo. Sebbene la maggior parte degli zoanthus sia innocua, alcuni di essi sono riconosciuti tra le specie marine più velenose, a causa della presenza di una particolare tossina denominata palitossina.

Questo incredibile meccanismo difensivo, utilizzato in natura per contrastare i predatori, rappresenta una delle minacce più gravi per la sicurezza e la salute dell’acquariofilo. Anche la più piccola quantità di palitossina può provocare la paralisi o, peggio, causare la morte. Inutile dire che è assolutamente necessaria un’attenta gestione.

Alcuni ricercatori ritengono che non sia l’animale a produrre la palitossina, ma che essa sia prodotta da un particolare batterio contenuto nei polipi.

E’ stato dimostrato che il carbone attivo ad uso acquariofilo è in grado di adsorbire il 99,7% delle palitossine dall’acqua dell’acquario.

Indipendentemente da questo, è fondamentale prestare sempre la massima attenzione quando si gestiscono tutti i tipi di zoanthus. Se non si è totalmente sicuri di quali generi di Zoanthus, Protopalythoa o siano presenti nei nostri acquari, sarà fondamentale scongiurare ogni pericolo adottando ogni tipo di precauzione. In particolare:

  • Mai maneggiare uno zoantide in presenza di tagli o ferite aperte.
  • Ancora più importante, non toccare mai la bocca o gli occhi senza essersi accuratamente lavati e disinfettato le mani.
  • Utilizzare sempre guanti spessi quando si maneggiano in vasca. Personalmente consiglio l’utilizzo di guanti in nitrile (acquistabili qui).
  • Oltre ai guanti è caldamente consigliato utilizzare altri dispositivi di protezione individuale come occhiali e mascherine.

Gli effetti della palitossina sull’uomo

Le possibilità di esporsi ai temibili effetti della palitossina sono molteplici, e conseguentemente anche i sintomi accusati potrebbero variare notevolmente.

La modalità di avvelenamento più frequente è indubbiamente quella alimentare, dovuta all’ingestione di pesci i cui organismi hanno accumulato la tossina. Le conseguenze riportate in questa forma di avvelenamento includono la rabdomiolisi, il danno del muscolo cardiaco, insorgenza di insufficienza respiratoria e crampi muscolari.

L’esposizione alla tossina più frequente in ambito acquariofilo è quella per contatto, laddove si maneggino le colonie degli zoantidi a mani nude e in presenza di ferite o piccole lesioni. I sintomi derivanti da questa esposizione includono mialgia, sincope e parestesia delle dita. Tuttavia l’insorgenza di tali sintomi è sempre legata alla manipolazione di colonie contenenti alte concentrazioni di palitossina.

La casistica suggerisce tuttavia un’ulteriore modalità di esposizione alla tossina a danno degli acquariofili, allorché, con lo scopo di ripulire le rocce infestate da palithoa, si proceda alla bollitura delle stesse inalando inavvertitamente i vapori tossici.

Dal momento che probabilmente ogni acquariofilo vorrebbe evitare di maneggiare la sostanza più tossica conosciuta dall’umanità, quali zoanthus bisognerebbe evitare?

Ecco un elenco delle specie note di zoantidi che contengono questa tossina fatale:

  • P. texaensis
  • P. mammillosa
  • P. gradis
  • P. caribbea
  • P. nigricans

Allevamento: Parametri ideali dell’acqua

In generale, fintanto che i parametri dell’acqua rimangono sufficientemente stabili e adatti a sostenere gli altri abitanti dell’acquario, le condizioni dovrebbero essere accettabili anche per la maggior parte delle specie di zoanthus. Più specificatamente:

  • Temperatura – Intorno ai 24°C
  • Salinità – In media 35‰ / 1,026
  • pH – Tra 7,9 e 8,4.

Naturalmente per preservare i parametri ottimali dell’acqua è consigliabile l’installazione di un ottimo impianto ad osmosi inversa, la corretta miscela di sali e l’utilizzo di attrezzature e strumenti adeguati.

L’alimentazione

Nutrire gli zoas è semplice. Prima di tutto gli zoantidi godono della collaborazione fotosintetica con le alghe zooxanthellae, pertanto un’illuminazione adeguata è determinante per il loro corretto allevamento.

Tuttavia un’alimentazione specifica iniettata direttamente in prossimità dei polipi consentirà di mantenere in salute le nostre colonie. Personalmente preferisco versare la quantità consigliata di cibo direttamente davanti alle pompe di movimento poco prima dello spegnimento delle luci.

E’ possibile reperire sul mercato numerosi prodotti adatti allo scopo. Consiglio l’utilizzo di:

Il corretto posizionamento in acquario

Idealmente, gli zoantidi dovrebbero essere collocati in acquario in un’area a flusso medio-basso, non eccessivamente ombreggiata, né troppo esposta alla luce. Al contrario, se collocati in un’area a flusso elevato, i polipi avranno difficoltà ad aprirsi, il che rallenterà la crescita e il corretto sviluppo della colonia.

In natura, si sviluppano a diverse profondità, quindi è fondamentale considerare che non tutte le specie sono uguali in termini di necessità di luce e circolazione dell’acqua. Benché la maggior parte di essi sarà capace di adattarsi sufficientemente bene alle condizioni di un acquario mediamente equipaggiato, affinché le colonie di zoanthus prosperino, occorre individuare la migliore condizione possibile in vasca.

Capire se siano stati collocati correttamente è relativamente semplice, poiché i polipi rimarranno completamente estroflessi.

Colonie di zoanthus
Colonie di zoanthus

Alcuni suggerimenti

Perché i miei zoas non si aprono? 

E’ importante avere pazienza e attendere qualche giorno (fino a tre settimane) dopo aver inserito o spostato gli zoas nel tuo acquario. Lo spostamento è infatti un momento particolarmente stressante per loro.

Al contrario, se gli zoanthus in vasca in precedenza rimanevano estroflessi e si sono improvvisamente chiusi,  il problema andrà ricercato in uno squilibrio dei parametri chimico-fisici dell’acqua (testare i livelli di pH e salinità utilizzando un buon rifrattometro), o nella presenza di “disturbatori”, come gamberi o granchi in cerca di cibo.

I miei zoas si stanno sciogliendo! Cosa faccio? 

Se uno dei pochi parametri richiesti per la salute degli zoanthus si dovesse compromettere, queste brillanti creature tenderanno a sfaldarsi.

Verificare pertanto quanto segue per determinarne la causa:

  • Esposizione alla luce: Un’esposizione eccessiva alla luce può causare tale fenomeno. Il modo migliore per verificarlo è utilizzare un PAR Meter.
  • Flusso elevato: l’esposizione ad un flusso d’acqua eccessivamente potente o troppo basso può provocare questo sintomo sgradevole
  • Parametri dell’acqua: Confermare che i principali parametri dell’acqua (temperatura, salinità, pH, alcalinità) siano bilanciati e precisi.

Ho notato un filamento nero / marrone che esce dalla bocca degli zoas. Devo preoccuparmi?

I filamenti scuri sono un buon segno, poiché i tuoi zoantidi mangiano e sono sani. Si tratta infatti di semplici evacuazioni

Dove stanno andando i miei zoanthus? Sembrano sparire! 

La causa più comune di un’improvvisa scomparsa non è un disastroso crash della vasca o uno squilibrio dei parametri. Il probabile colpevole potrebbe essere un altro abitante dei nostri acquari che adora cibarsi di questi bellissimi animali. Esamina attentamente il comportamento dei residenti della tua vasca alla ricerca di un colpevole.

Penso che i miei zoanthus siano malati. Sono coperti da piccole crescite! 

Se hai notato piccole crescite spuntare sul tessuto dei tuoi preziosi zoasi, molto probabilmente la colonia è colpita da una malattia nota con il nome di Zoa Pox (“zoanthus pox”). Questa malattia colpisce gli zoanthus e si manifesta con scolorimenti selettivi bianchi o giallastri sul tessuto, duri al tatto e non rimovibili con lo sfregamento.

I polipi infetti non si apriranno più regolarmente, fino a rimanere permanentemente chiusi prima di andare in necrosi. Essa può determinare la morte di intere colonie di zoanthus in breve tempo. Le cause che determinano l’insorgere di questo fenomeno sono di difficile individuazione; stress, lesioni, cambi d’acqua insufficienti e valori inadeguati dell’acqua sembrano tuttavia svolgere un ruolo attivo per la propagazione dell’infezione.

Zoa Pox
Zoa Pox

Un rimedio ragionevolmente efficace, basato sull’esperienza empirica della comunità acquariofila internazionale, prevede brevi bagni ripetuti in una soluzione di nitrofurazone, la quale svolge un’attività battericida nei confronti dei batteri che causano infezioni superficiali.

In alternativa, può essere utile spostare le colonie infestate in un recipiente contenente acqua marina preparata al momento.
Meno efficace e spesso troppo stressante per le colonie gravemente danneggiate è il trattamento con antiossidanti (come la vitamina C), iodio o bagni d’acqua dolce

Gli zoantidi uccideranno i coralli SPS o altri animali? 

Senza entrare troppo nei dettagli, la risposta è no. Gli zoantidi sono pacifici e relativamente innocui per i coralli SPS circostanti e altre specie di zoantidi.

Come si frammentano gli zoantidi? 

Ci sono diversi suggerimenti che devi seguire per garantire sicurezza e successo alla frammentazione delle tue colonie.

  • Indossare sempre indumenti protettivi per prevenire l’avvelenamento. Si consiglia l’uso di guanti, occhiali e maschere resistenti. Non mi stancherò mai di ripeterlo!
  • Se è necessario frammentarli senza danneggiare le rocce sulle quali si sono insediati, utilizzare un coltello di precisione e reciderli delicatamente dalle rocce. È facile da fare se si sceglie lo strumento giusto. Personalmente consiglio il coltello di precisione X-Acto Z Series.
  • Non frammentare colonie con un numero inferiore a 12/15 polipi.
  • Assicurati di usare gli strumenti adeguati e verifica che gli zoa siano abbastanza sani da essere collocati su una nuova roccia.
Talea di zoanthus
Talea di zoanthus

Considerazioni finali

Che tu sia un acquariofilo alle prima armi, o un’appassionato navigato gli zoanthus rappresentano una scelta perfetta per tutti gli acquari marini di barriera. I colori splendidi e la facilità di allevamento rendono queste creature meravigliose l’avventura ideale per ogni acquariofilo marino.

Qual è la tua esperienza con gli zoanthus?

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Buon reefing!

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Luca Langiu

Ho conseguito una laurea in Scienze Politiche, ma ho intrapreso la carriera di imprenditore. Le mie più grandi passioni sono l'acquariofilia, la tecnologia e la musica. Adoro scoprire le meraviglie dei reef e vivo in Sardegna, un paradiso dal quale non potrei mai separarmi.  Il mio desiderio è sempre stato quello di curare un blog sull'acquariofilia marina, perché ritengo che la condivisione di conoscenze e informazioni sia la base della nostra passione. Forte della mia conoscenza tecnica e pratica, unita agli studi e agli approfondimenti teorici, ho deciso di guidare il lettore in un’esperienza formativa alternativa, autentica e personale, che getta le basi sul crono-racconto della mia quotidianità “acquariofila”. La sensibilizzazione del lettore a tematiche relative alla tutela dell’ambiente marino-costiero, alle fonti di inquinamento marino, alla sostenibilità ambientale, al capitale naturale e al rispetto per gli animali, è stuzzicata e sollecitata costantemente in ogni mia trattazione.

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