Guide

Aiptasia: l’anemone di vetro da combattere in acquario

Introduzione

L’ è un organismo estremamente resistente e orientato alla sopravvivenza, in grado di prosperare in ogni acquario marino di barriera. Ospite comune e indesiderato negli acquari d’acqua salata, l’Aiptasia, è in grado di moltiplicarsi e competere per il cibo e lo spazio in modo aggressivo, rappresentando un pericolo per gli abitanti della vasca. Spesso vengono introdotti in acquario attraverso le rocce vive provenienti delle barriere coralline o nelle colonie di coralli. La loro estrazione comporta solo un’esplosione demografica in quanto ogni pezzo può far crescere un altro anemone. Le soluzioni per rimuoverli includono metodi chimici, introduzione di predatori e shock osmotico. Scopri i pro e i contro di queste soluzioni.

Che cos’è l’Aiptasia

L’Aiptasia è un anemone di mare molto comune, che prospera in acque temperate e tropicali, prediligendo la zona bentonica dove si insedia ancorandosi saldamente a rocce e radici di mangrovie. Alcune varietà sono trasparenti, mentre altre assumono per lo più colorazioni tendenti al marrone e al verde. Tali colorazioni sono originate dalla presenza di zooxantelle, minuscole alghe che vivono all’interno del tessuto dell’anemone e che, attraverso una relazione simbiotica, gli forniscono gran parte dei suoi nutrienti ed energia.

Questi anemoni opportunisti possono essere identificati facilmente per la loro somiglianza a delle palme in miniatura, con un corpo a forma di polipo e un disco orale delimitato da tentacoli grandi e piccoli.

Aiptasia
Aiptasia

Come tutti i membri del phylum Cnidaria, l’Aiptasia ha la capacità di pungere sia per scopi offensivi che difensivi. I tentacoli vicini al disco orale hanno cellule urticanti chiamate nematocisti che possono pungere pesci, crostacei e determinare la morte di coralli e altri animali a polipo. Come ulteriore meccanismo difensivo, se minacciata, l’Aiptasia può ritirarsi in minuscoli buchi presenti nella roccia.

Il tutto, unito ad una crescita rapida e aggressiva, delucida l’avversione di ogni acquariofilo marino verso tali organismi.

Un campione di sopravvivenza

L’Aiptasia si riproduce rapidamente e ha la capacità di farlo sia sessualmente che asessualmente.

Durante la riproduzione asessuata, definita lacerazione pedale, minuscole cellule basali si distaccano dall’Aiptasia per dar origine a nuovi individui. Questi piccoli gruppi di cellule cresceranno in gemme, sviluppando poi bocche e tentacoli. La lacerazione del piede può produrre indistintamente polipi di sesso maschile e femminile. Ciò sta a significare che, anche se i nuovi polipi creati attraverso la riproduzione asessuata sono di fatto dei cloni del polipo originale, questi possono sviluppare sessi differenti e moltiplicarsi a loro volta attraverso la riproduzione sessuata.

La nuova Aiptasia, generata dalle cellule separate dal polipo genitore, si forma generalmente entro una settimana o due. In acquario ciò accade prevalentemente quando se ne tenta la rimozione fisica, causandone invece una moltiplicazione incontrollata.

In generale le colonie di Aiptasia si formano principalmente attraverso la riproduzione asessuata, mentre la riproduzione sessuata gioca un ruolo più ampio nella diffusione della specie in nuovi ambienti.

In generale la riproduzione sessuata avviene in modo diverso in funzione delle diverse specie. Alcune, come la comune Aiptasia pallida e Aiptasia pulchella, sono caratterizzate da una fecondazione esterna, mentre altre da una fecondazione interna.

Nel caso della fecondazione esterna i due sessi rilasciano i loro gameti nell’acqua, dove avverrà la fecondazione. Gli zigoti risultanti si trasformeranno in larve, e vagheranno liberamente nell’acqua prima di depositarsi su un substrato duro, dove cresceranno trasformandosi in piccoli polipi.

La fecondazione interna avviene a seguito del rilascio in acqua di gameti da parte del maschio di Aiptasia, che feconderanno i gameti all’interno del celenteron di una femmina di Aiptasia. La larva planula si sviluppa all’interno dell’Aiptisia e viene rilasciata in presenza di condizioni favorevoli, o a seguito di un attacco al polipo madre.

L’aiptasia si riprodurrà asessualmente in condizioni precarie: quando è sotto attacco da parte di predatori, se in vasca c’è scarsa illuminazione, in situazioni di ossigeno basso, ecc. In buone condizioni prediligono riprodursi in maniera sessuata. Alcuni studi basati su osservazioni in natura hanno evidenziato come l’alternarsi delle stagioni influenzi il metodo di riproduzione.

La specie più diffusa negli acquari è la Aiptasia pallida, tuttavia vengono regolarmente introdotte anche altre specie. Per limitare l’introduzione accidentale di organismi nocivi nelle nostre vasche, è opportuno osservare con attenzione le rocce prima di inserirle, alla ricerca di organismi sgraditi come appunto l’Aiptasia o l’altrettanto problematico Anemone Majano.

Durante l’infestazione è molto complicato liberarsi delle Aiptasia a causa della prodigiosa capacità di propagazione, anche a partire da segmenti molto piccoli lasciati sulla roccia dopo la rimozione. E’ quindi importante cercare di identificare qualsiasi polipo estraneo potenzialmente dannoso presente in vasca e rimuoverlo prima che inizi a diffondersi.

Identificazione delle Aiptasia in acquario

Come già ampiamente sottolineato è determinante identificare le Aiptasia rapidamente per procedere con altrettanta celerità alla loro rimozione. È altresì molto importante identificarle correttamente se si desidera utilizzare metodi biologici per controllarle. I nudibranchi Berghia ad esempio mangeranno solo Aiptasia e non Anemoni Majano. Le Aiptasia sembrano piccole palme con un disco di tentacoli in cima. Il disco contiene sia tentacoli lunghi che corti attaccati ai suoi bordi. Al centro del disco c’è la bocca, una fessura dalla forma allungata. I tentacoli sono generalmente sottili e hanno punte molto appuntite.

 Il disco contiene sia tentacoli lunghi che corti attaccati ai suoi bordi. Al centro del disco c’è la bocca, una fessura dalla forma allungata
Il disco contiene sia tentacoli lunghi che corti attaccati ai suoi bordi. Al centro del disco c’è la bocca, una fessura dalla forma allungata

Il “gambo” o celenterone dell’Aiptasia può crescere fino a 5 cm di lunghezza. Il disco nella parte superiore può raggiungere una larghezza di 2 cm.

Aiptasia
Aiptasia

Rimuovere il parassita

Qualsiasi acquariofilo marino che ha dovuto fare i conti con il fastidioso anemone sa quanto possa essere difficile liberarsene. Ma poiché l’Aiptasia non farà le valigie autonomamente spetta a noi trovare la gusta soluzione.

Soluzioni liquide e chimiche

Un modo per uccidere gli anemoni di vetro in un acquario d’acqua salata è iniettare una delle seguenti soluzioni chimiche o liquide. Per ottenere i migliori risultati è necessario iniettare la soluzione scelta direttamente nello stelo dell’anemone con un ago e una siringa. Se si lavora con una sostanza chimica caustica, è consigliabile indossare occhiali protettivi e guanti.

Concentrato di succo di limone

Questo liquido naturale ed economico offre risultati immediati. È sicuro per un acquario di barriera e risulta estremamente facile da reperire. Iniettare circa 0,5 ml di succo di limone alla base di ciascun anemone usando una siringa.

Idrossido di calcio

L’iniezione con idrossido di calcio (kalkwasser) in soluzione concentrata è uno dei metodi più comunemente utilizzati. Funziona molto bene a patto che sia iniettato correttamente. Infatti il tasso di uccisione è basso se l’idrossido di calcio non viene iniettato direttamente nell’anemone e se la soluzione non è abbastanza forte. Un altro problema legato all’utilizzo massivo del kalkwasser è l’innalzamento del livello del pH.

Consiglio personalmente l’utilizzo di Aiptasia-X (acquistabile cliccando qui), un prodotto Red Sea denso ed adesivo che si globulizza a contatto con l’acqua dell’acquario.

Aiptasia-x - È facilmente iniettabile in prossimità della cavità orale dell'anemone e lo stimola ad ingerire il materiale senza che questo si ritiri nell'alveo della roccia.
L’eliminazione degli Aiptasia può avvenire anche con dei prodotti specifici reperibili in commercio, come questo Aiptasia-X della Red Sea

Idrossido di sodio

Quando si utilizza questo prodotto chimico per iniezione occorre prestare attenzione alle diluizioni, ed evitare il contatto con la pelle. Rimuovendo la roccia dall’acquario e facendo gocciolare la soluzione di idrossido di sodio sull’anemone, si ottiene un tasso di mortalità del 100%.

Perossido di idrogeno

Se iniettato direttamente il perossido di idrogeno uccide abbastanza rapidamente l’anemone di vetro.

Non consigliato

L’uso dell’acqua calda non produce grandi risultati

Predatori naturali

Nella ricerca di un metodo naturale per eliminare gli anemoni di vetro dagli acquari d’acqua salata, sono stati individuati alcuni animali marini particolarmente utili.

Tuttavia, prima di decidere di introdurre un pesce, un gambero o un nudibranco nel sistema, occorre considerare alcuni aspetti:

  • La maggior parte dei pesci suggeriti si nutre di vari tipi di coralli molli, e polipi.
  • Molti degli animali di seguito elencati si nutrono naturalmente di vari tipi di invertebrati sessili e mobili, come altri anemoni di mare, vermi tubolari, vongole, ricci di mare e crostacei. Quelli che non lo fanno abitualmente, una volta consumata tutta l’Aiptasia, con ogni probabilità cercheranno fonti alimentari alternative.
  • Alcune specie sono sensibili e difficili da allevare in cattività, principalmente a causa di esigenze alimentari estremamente specifiche.
  • Non vi è alcuna garanzia che un particolare animale mangerà sicuramente gli anemoni di vetro.

Per questi motivi, si consiglia estrema cautela quando si valuta l’inserimento di uno dei seguenti animali per l’eradicazione degli anemoni aiptasia:

  • Pesci farfalla: Chaetodon auriga, Chaetodon lunula, Chaetodon kleini, Chaetodon unimaculatus, Chelmon rostratus.
  • Monacantidi: Acreichthys tomentosus.
  • Pesci palla: il pesce palla Arothron meleagris può mangiare Aiptasia, ma cresce fino a raggiungere dimensioni imponenti.
  • Gamberetti: il Lysmata wurdemanni è di gran lunga la scelta migliore, ma il trucco è assicurarsi di acquistare realmente un wurdermanni. Esso è infatti spesso confuso con il gambero Rhynchocienetes uritai.
  • Granchi eremiti: Dardanus megistos.
  • Nudibranchi: gli esemplari della specie Berghia sono di gran lunga la scelta migliore, perché sono reef safe al 100% ed estremamente efficaci se allevati correttamente. Questi nudibranchi mangiano solo Aiptasia e moriranno in loro assenza.  Sono molto piccoli (10-14 mm), dalle abitudini notturne e possono richiedere mesi per creare una colonia.
La bergia azzurra (Berghia coerulescens Laurillard, 1830) è una specie del genere Berghia, appartenente alla famiglia dei Spurillidae dei molluschi nudibranchia.
La bergia azzurra (Berghia coerulescens Laurillard, 1830) è una specie del genere Berghia, appartenente alla famiglia dei Spurillidae dei molluschi nudibranchia.

Iposalinità e rimedi OTC

Se hai dubbi sull’inserimento di uno di questi animali nel tuo acquario, puoi sempre optare per la “terapia” basata su shock osmotico (OST) o iposalinità. Questo è un sistema facile da utilizzare e funziona abbastanza bene, ma non è realisticamente impiegabile negli acquari di barriera.

Specie di Aiptasia

Attualmente sono riconosciute le seguenti 16 specie di Aiptasia:

  • A. californica (Carlgren, 1952)
  • A. carnea (Andrès, 1881)
  • A. diaphana (Rapp, 1829)
  • A. erythrochila (Fischer, 1874)
  • A. insignis (Carlgren, 1941)
  • A. inula (Duchassaing & Michelotti, 1864)
  • A. leiodactyla (Pax, 1910)
  • A. mimosa (Duchassaing & Michelotti, 1864)
  • A. minuta (Verrill, 1866)
  • A. mutabilis (Gravenhorst, 1831)
  • A. pallida (Agassiz in Verrill, 1864)
  • A. parva (Carlgren, 1938)
  • A. prima (Stephenson, 1918)
  • A. pulchella (Carlgren, 1943)
  • A. saxicola (Andrès, 1881)
  • A. tagetes (Duchassaing & Michelotti, 1864)

Conclusioni

Tuttavia esistono anche dei validi motivi per allevare attivamente le Aiptasia. La ragione più comune prevede il loro impiego come cibo, qualora, ad esempio, si decida di allevare i nudibranchi Berghia, che si nutrono esclusivamente di anemoni di vetro. Inutile dire che in questo specifico caso sarà indispensabile mantenerle all’interno di una piccola vasca dedicata.

Considerando comunque la necessità di contrastarle efficacemente, ritengo che i risultati migliori siano perseguibili associando tutti i metodi elencati (biologico e chimico).

Buon reefing!

Tags
Mostra altro

Luca Langiu

Ho conseguito una laurea in Scienze Politiche, ma ho intrapreso la carriera di imprenditore. Le mie più grandi passioni sono l'acquariofilia, la tecnologia e la musica. Adoro scoprire le meraviglie dei reef e vivo in Sardegna, un paradiso dal quale non potrei mai separarmi.  Il mio desiderio è sempre stato quello di curare un blog sull'acquariofilia marina, perché ritengo che la condivisione di conoscenze e informazioni sia la base della nostra passione. Forte della mia conoscenza tecnica e pratica, unita agli studi e agli approfondimenti teorici, ho deciso di guidare il lettore in un’esperienza formativa alternativa, autentica e personale, che getta le basi sul crono-racconto della mia quotidianità “acquariofila”. La sensibilizzazione del lettore a tematiche relative alla tutela dell’ambiente marino-costiero, alle fonti di inquinamento marino, alla sostenibilità ambientale, al capitale naturale e al rispetto per gli animali, è stuzzicata e sollecitata costantemente in ogni mia trattazione.

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Potrebbe interessarti
Close
Back to top button

Close
Close