I parametri ottimali in un acquario marino di barriera

I parametri ottimali in un acquario marino di barriera

3 Maggio 2019 0 Di Luca Langiu

Una delle questioni più dibattute in ambito acquariofilo è la corretta determinazione dei parametri chimici dell’acqua. Una soddisfacente conduzione di un acquario passa infatti per il bilanciamento di numerosi parametri ed è pertanto fondamentale focalizzare l’attenzione sulle tabulazioni dei diversi aspetti chiave della chimica dell’acqua, testando con costanza numerosi parametri.

Quali parametri testare?

Ponendo l’attenzione sugli acquari marini di barriera, il principale parametro da verificare è la salinità (argomento già trattato nel mio articolo “Salinità e densità dell’acqua in un acquario marino di barriera” del quale vi invito alla lettura cliccando qui).

E’ fondamentale testare con regolarità anche i livelli di ammoniaca, nitriti, nitrati, pH e alcalinità.

Come vengono eseguiti i test dell’acqua?

La determinazione di ciascun parametro dell’acqua richiede l’utilizzo di specifici test, spesso acquistabili in appositi kit e a prezzi relativamente contenuti, che attraverso l’utilizzo di reagenti chimici consentono l’analisi di campioni d’acqua delle nostre vasche.

Fondamentalmente l’impiego dei reagenti chimici produce nel campione analizzato delle variazioni cromatiche raffrontabili con scale colorimetriche graduate. In questo modo è possibile determinare con buona approssimazione lo specifico parametro analizzato.

Per la rilevazione di taluni parametri (come il pH e la conducibilità) è invece possibile impiegare degli strumenti elettronici, costituiti normalmente da un misuratore e una sonda, che consentono misurazioni immediate e relativamente precise.

Valori ottimali in un acquario marino

Di seguito un breve elenco dei principali parametri chimici dell’acqua marina da testare con regolarità, al fine di determinarne il corretto equilibrio.

Ammoniaca

L’ammoniaca si forma principalmente attraverso il processo di desaminazione nell’ambito dei processi di scomposizione all’interno delle cellule. Tutti gli organismi eterotrofi assumono sostanze organiche, sotto forma solida o disciolta nell’acqua, al fine di utilizzare il carbonio per i propri processi di sintesi, traendone contemporaneamente energia. L’azoto non necessario viene scisso in ammonio/ammoniaca attraverso la desaminazione e successivamente diffuso come ammoniaca dalle cellule. Nei pesci adulti tale cessione ha luogo per il 90 % circa nelle branchie, mentre nelle larve il processo interessa l’intera superficie corporea. Nell’acqua circostante l’ammoniaca viene rapidamente diluita, ma essa è letale per gli animali marini, anche in piccole concentrazioni.

Tuttavia essa è necessaria a diversi organismi come le piante, che ottengono il carbonio necessario dai composti inorganici come la CO2 e assumono generalmente ammoniaca/ammonio (assimilazione dell’ammoniaca) al fine di produrre le albumine per il proprio corpo.

Generalmente un esperto acquariofilo d’acqua dolce sa bene (anche solo empiricamente) che in una vasca dove le piante crescono rigogliose e a condizione che il pH rimanga tendenzialmente basso, l’ammoniaca molto raramente costituisce un problema. Ugualmente all’interno di un acquario marino contenente numerosi coralli zooxantellati o alghe, raramente si verificano complicazioni dovute a concentrazioni eccessive di ammoniaca.

L’ammonio/ammoniaca vengono trasformati in nitriti dai batteri del ceppo Nitrosomonas, mentre i nitriti vengono a loro volta convertiti in nitrati dai batteri del ceppo Nitrobacter. L’intero processo, ovvero l’ossigenazione dall’ammoniaca in nitrati attraverso i nitriti, viene definito nitrificazione.

E’ fondamentale durante la fase di avviamento di ogni acquario assicurare un sufficiente insediamento di organismi nitrificanti, allo scopo di ossidare immediatamente l’ammoniaca prodotta. In un sistema avviato, al contrario, il processo si svolge così rapidamente da non permettere un arricchimento dell’ammoniaca.

Il livello desiderato di ammoniaca in qualsiasi acquario contenente animali è 0.

Nitriti (NO2)

I Nitriti sono composti altamente tossici e pertanto da scongiurare all’interno delle nostre vasche. Il valore desiderato in qualsiasi acquario marino è pari a 0, ma del resto la loro comparsa è cosa abbastanza rara, persino nelle vasche più “claudicanti”.

I nitriti costituiscono il secondo “gradino” del ciclo di azoto e provengono dalla trasformazione dell’ammonio/ammoniaca da parte dei batteri Nitrobacter.

I Nitriti possono comparire in seguito ad avvenimenti funesti, come nel caso di morte e conseguente putrefazione di grossi organismi o di intere specie di ospiti. In questo caso è d’obbligo intervenire in modo tempestivo rimuovendo la fonte d’inquinamento ed effettuando un robusto cambio d’acqua.

La loro presenza può indicare altresì una disfunzione nel ciclo dell’azoto, l’inefficienza o l’inadeguatezza dello schiumatoio, la presenza di troppi pesci in vasca, o una combinazione di questi fattori.

Nitrati (NO3)

I nitrati sono il gradino finale del ciclo dell’azoto. Normalmente si formano dall’ammonio, attraverso il tossico passaggio intermedio dei nitriti.

La loro presenza nell’acqua marina ci dimostra che le albumine presenti e derivanti dal mangime o da organismi deceduti, attraverso un’auto purificazione biologica, sono state trasformate. I nitrati costituiscono quindi una sorta di discarica biologica e la loro concentrazione nell’acqua viene riportata in milligrammi per litro (mg/l).

Per i pesci i nitrati sono relativamente poco dannosi, poiché anche in concentrazioni elevate nell’ordine di diverse centinaia di mg/l, non mostrano normalmente alcun apprezzabile segno di malessere.

Tuttavia i nitrati possono essere riconvertiti nei tossici nitriti qualora si verificasse una carenza di ossigeno, e un tale processo di riduzione è ad esempio possibile anche nello stomaco dei pesci, circostanza che potrebbe far insorgere malattie difficilmente riconoscibili e diagnosticabili.

Pertanto anche se all’interno dell’acquario marino si allevano esclusivamente pesci, è opportuno ridurre al minimo il contenuto di nitrati.

In loro presenza i coralli subiscono un rallentamento della crescita già a concentrazioni relativamente modeste, ad esempio oltre i 20-30 mg/l. Questa affermazione è valida in modo particolare per i coralli duri, mentre moltissimi molli simbionti tollerano ancora tali valori.

In ogni caso, l’intero sistema acquario risente negativamente dell’aumento dei nitrati, con particolare riferimento alle alghe che rafforzano la loro crescita, diventando straordinariamente ostiche da eliminare.

Un valore di 25 mg/l è da considerarsi accettabile, tuttavia, se la popolazione della vasca è in gran parte costituita da coralli duri, è preferibile abbassare tale soglia intorno ai 5-10 mg/l.

Va da se che un acquario perfettamente equilibrato è in grado di tenere a bada in autonomia la concentrazione dei nitrati. Qualora sia necessario intervenire rapidamente per ridurli, il metodo più semplice ed efficace prevede un cambio robusto d’acqua.

La loro presenza costante a contrazioni elevate è tuttavia sinonimo di problemi di conduzione e le cause andranno ricercate essenzialmente in 3 casistiche: un filtraggio non ottimale, eccesso di pesci oppure sovrabbondanza di alimentazione.

E’ pertanto opportuno non riempire la vasca di pesci per poi lesinare sul cibo; è decisamente da preferire la rinuncia ad alcuni esemplari!

pH

Il pH dell’acqua è una misura della concentrazione di ioni idrogenati utilizzando una scala logaritmica che va da 0 a 14. Nella scala pH 7 è neutro, rilevazioni più elevate sono definite più basiche (talvolta chiamate più “alcaline”), mentre rilevazioni più basse sono dette acide. L’intervallo di pH appropriato per la popolazione marina è compresa tra 8.2 e 8.4.

Un leggero calo notturno del pH è normale nei sistemi d’acquario, per ottenere risultati più accurati, assicurati di testare questo parametro ogni giorno nella stessa fascia oraria.

Alcalinità

L’alcalinità si riferisce alla capacità dell’acquario di resistere ad una tendenza al ribasso del pH quando viene introdotto un acido. Puoi realmente avere acqua che ha un pH relativamente elevato, ma bassa alcalinità, il che significa che il pH è instabile e soggetto a cadere sotto il limite rapidamente quando è presente un acido.

I kit di prova di alcalinità misurano carbonati e bicarbonati, che funzionano come stabilizzatori di pH, in modo da vedere anche l’alcalinità descritta come “durezza“. Il Kh o durezza carbonica, indica appunto il livello di carbonati ed è espressa in gradi tedeschi e deve andare dagli 8° ai 12°.

Calcio

Il valore ottimale del calcio è di 400/450 mg/litro ed è molto importante per il sostentamento dei coralli. Puoi integrare con calcio in polvere o con il reattore di calcio.

Fosfati

Il livello dei fosfati desiderabile è molto basso, possibilmente inferiore ai 0,2 mg/litro. Una concentrazione superiore potrebbe portare alla proliferazione dei tanto odiati cianobatteri.

Quante volte testare i valori dell’acqua?

Se la chimica dell’acqua comincia a scoraggiarti, è fondamentale risolvere il problema il più rapidamente possibile, quindi è consigliabile testare ciascuno di questi parametri una volta alla settimana, sviluppando una routine a questa importantissima attività. Naturalmente, in presenza di problemi sarà opportuno fare test più frequentemente.

Inoltre, è bene tener presente che i kit di prova tendono a perdere efficacia nel tempo, e qualora si ottengano letture eccessivamente irregolari, la prima cosa da verificare è la data di scadenza del prodotto.

Per garantire il massimo livello di precisione da un monitor pH elettronico, assicurarsi di pulirlo e calibrarlo come raccomandato dal produttore.

 

Tabella dei valori ottimali in un acquario marino di barriera:

Temperatura 25-26 °C.
Densità 1,023 – 1,025
Salinità 33 – 35 g./litro
Conduttività 45 – 50 mS
pH 8.0 la mattina – 8.3 la sera
KH > 8°
Calcio 400 – 450 mg./litro
Stronzio 7 – 10 mg./litro
Iodio 0,05 mg./litro
Ferro < 0,05 mg./litro
Nitriti Assenti
Nitrati 10 – 30 mg./litro
Ammoniaca Assente
Fosfati < 0,2 – 0,3 mg./litro
Silicati < 0,2 – 0,5 mg./litro
Facebook
Facebook
Twitter
Visit Us
RSS